Intervista a Luciano Serra, Country Manager Italy di Boerse Stuttgart Digital
Condividi questo articolo

Il Gruppo Borsa di Stoccarda, con il progetto Seturion, è il partner tecnologico di Weltix per il regolamento in tempo quasi reale delle transazioni di strumenti finanziari tokenizzati. In questa intervista, Luciano Serra racconta l’evoluzione di Boerse Stuttgart negli asset digitali, la scelta di rivolgersi in Italia agli investitori istituzionali e le prospettive dei security token (strumenti finanziari tokenizzati), destinati secondo Serra a sostituire progressivamente gli attuali strumenti finanziari dematerializzati.
Chi è Luciano Serra e come è arrivato al mondo della finanza digitale?
Sono un ingegnere elettronico, con un master alla Bocconi, e da circa trent’anni lavoro nell’innovazione tecnologica e finanziaria, negli ultimi quindici soprattutto nel fintech. Mi sono avvicinato alla blockchain nel 2017 e nel 2018 ho co-fondato Iconium, iniziativa italiana nata per supportare startup internazionali impegnate nello sviluppo di protocolli, blockchain e token, investendo prevalentemente nei loro token. Questa esperienza mi ha poi portato a rappresentare Boerse Stuttgart Digital in Italia.
Cosa è Boerse Stuttgart Digital e come si è formata la sua competenza?
Boerse Stuttgart Digital è il ramo del gruppo Borsa di Stoccarda dedicato agli asset e alla finanza digitale. Alle spalle ha un gruppo borsistico con 165 anni di storia, secondo in Germania dopo Francoforte e sesto in Europa.
Il percorso nel digitale è iniziato tra il 2017 e il 2018 con l’acquisizione di una società specializzata, mentre nel 2019 sono arrivati i primi servizi: inizialmente un MTF (Multilateral Trading Facility) per acquistare, vendere e custodire cripto attività e successivamente Bison, applicazione di brokeraggio retail.
Abbiamo adottato fin dall’inizio un modello regolamentato, ottenendo diverse licenze in Germania. Oggi disponiamo anche della licenza MiCAR, siamo operativi in Italia oltre che in Germania, Austria, Svizzera, Francia, Spagna e Slovenia.
Come state affrontando il mercato italiano?
In Italia abbiamo scelto un posizionamento esclusivamente istituzionale, diversamente da Germania e altri Paesi dove operiamo anche nel retail. L’obiettivo non è competere con gli operatori finanziari tradizionali, ma diventare il partner di soggetti regolamentati che vogliono entrare nella finanza digitale.
Abbiamo centinaia di migliaia di clienti retail e decine di clienti istituzionali e applichiamo al digitale gli stessi processi della finanza tradizionale, dalla compliance all’antiriciclaggio fino al contrasto dei crimini finanziari. Standard che abbiamo adottato anche quando non erano ancora espressamente richiesti dalla normativa.
La Boerse Stuttgart Digital ha anche un segmento di mercato dedicato ai security token, cosa sono?
I security token, a differenza delle criptovalute, sono strumenti finanziari come azioni e obbligazioni che, invece di essere dematerializzati in modalità centralizzata, vengono registrati crittograficamente su blockchain o DLT (Distributed Ledger Technology). Sono quelli che usualmente in Italia sono definiti come strumenti finanziari tokenizzati.
Questi strumenti non rientrano nella regolamentazione MiCAR, ma nel DLT Pilot Regime, la disciplina europea transitoria sulla quale si basa anche il Decreto Fintech italiano e l’autorizzazione Consob che ha Weltix come responsabile del registro DLT.
Come borsa dedicata ai security token stiamo per diventare operativi nell’Unione Europea, mentre lo siamo già da un anno in Svizzera. Nell’UE prevediamo di avviare i servizi da Stoccarda all’inizio del prossimo anno.
Crede che ci sia un reale interesse verso gli strumenti finanziari tokenizzati?
Certamente. Stiamo parlando di un mercato di sostituzione tecnologica: come siamo passati dai titoli cartacei a quelli dematerializzati, il prossimo passaggio sarà verso quelli tokenizzati.
I vantaggi sono significativi: riduzione degli intermediari e dei costi, maggiore liquidità e frazionabilità e soprattutto settlement più rapido, dagli attuali due giorni a circa 30 minuti, che in futuro potrebbero diventare pochi secondi. La tokenizzazione può inoltre ampliare la platea degli investitori, coinvolgendo anche generazioni più giovani che potrebbero operare attraverso un wallet senza necessariamente avere un conto titoli tradizionale.
La finanza adotta rapidamente le tecnologie capaci di migliorare costi, velocità e marginalità. Per questo ritengo inevitabile l’adozione della tokenizzazione, che innova l’infrastruttura senza modificare la natura della finanza.
I grandi operatori americani sono già avanti di alcuni anni: realtà come JP Morgan e BlackRock, dopo una fase iniziale di diffidenza, hanno abbracciato sia il mondo crypto sia quello dei security token. È difficile stabilire quanto rapidamente avverrà la trasformazione, ma la direzione appare chiara: i security token sono destinati progressivamente a sostituire l’attuale modello basato sulla dematerializzazione.
Che collaborazione c’è tra Boerse Stuttgart Digital e Weltix?
All’interno del Boerse Stuttgart Group abbiamo creato Seturion, la nostra società dedicata al settlement dei security token, cioè lo scambio tra denaro, sia in forma tradizionale che sotto forma di stable coin, e titolo finanziario tokenizzato.
Accanto a Weltix, infrastruttura legale grazie all’autorizzazione Consob, e a BlockInvest, infrastruttura tecnologica, Seturion è l’infrastruttura di settlement.
Questa partnership, con queste tre gambe e le operazioni già fatte in Italia, vuole portare sul mercato uno standard nel Paese per tutti gli operatori che vogliono avvicinarsi alla tokenizzazione degli strumenti finanziari.
Condividi questo articolo

